furoLetteraio1

Furor letterario e furor della scena

furoLetteraio4

Pasquale De Cristofaro

Inseguendo Orlando

Il 28 settembre presso la struttura Sala Pier Paolo Pasolini di Salerno in occasione di due serate di critica teatrale ed esperimenti di lettura e drammaturgia fortemente volute ed organizzate dal professore Pasquale De Cristofaro, serate emozionanti ricche di studio e di riflessione intellettuale molto intense – che andavano da una raccolta in sonoro ed in immagini sulla figura di Pasolini al tempo delle riprese ai Sassi di Matera del film Vangelo secondo Matteo fino ad alcune registrazioni prese durante il corteo del carnevale cilentano, per l’inserimento di tarantelle nella colonna sonora del film – si è tenuto l’incontro con la dottoressa Emma Grimaldi (docente di Letteratura Italiana all’Università di Salerno), la quale ha presentato la sua ultima interessantissima pubblicazione dal titolo Inseguendo Orlando, relatore il professore Alberto Granese. Il libro appartiene alla collana di drammaturgia intitolata “Corpo Novecento” il cui intento è “muoversi costantemente all’interno del dibattito culturale, cercando di ragionare attraverso le molteplici sfaccettature della produzione teatrale, letteraria, musicale e cinematografica”, ha chiarito il professore Granese. In questa occasione l’argomento centrale è stato l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, celebre ed influente autore del Cinquecento con i soavi interventi di lettura/ interpretazione del caro De Cristofaro. L’opera, anzi il “ romanzo in versi “così definito dalla professoressa Grimaldi, fu pubblicata nel 1532 e presenta quarantasei Canti, le cui prime quattro ottave si allacciano all’ Orlando Innamorato del Boiardo (opera rimasta poi incompiuta a causa della sua morte). I Canti girano intorno alla figura di Orlando, eroe per eccellenza in quanto prototipo di paladino della cristianità, coraggioso e devoto al suo dovere di Cavaliere. Ma, aggiunge l’autrice dell’approfondito studio sul Furioso, che i due versi incipitali dell’opera, “Le donne i cavalier, gli affanni e i viaggi che ne invogliava amore e cortesia”, tratti dal XIV Canto del Purgatorio sembrano fornire all’ Ariosto “ i componenti di un mondo remoto e favoloso, fatto di figure eroiche. Un tempo remoto: il tempo dei Mori in Francia, il tempo dei Paladini e dei Saraceni”. Tutta la intricata vicenda “si muoverà in una dimensione policentrica, poiché tanti sono i fulcri del racconto, ma anche e soprattutto polifonica, una nuova dimensione, fortemente innovativa, che si riallaccia al tema della guerra e dell’amore”. Eppure, la prima vera entrata in scena di Orlando è “solo” al Canto VIII, afferma ancora l’autrice “scena significativa questa, perché è proprio qui che si manifesta la prima vera follia del paladino, causata dal suo abbandono dell’esercito per inseguire quell’amata che come un’utopia non raggiungerà mai”. I Canti dedicati alla follia sono cinquanta e,se nel XXIII si vedrà nascere e crescere la patologia, poi nel XXIV Orlando sarà preda della “matta bestialità, proprio giocando sulla doppia valenza semantica folle-follia, associandola anche a tutto ciò che è matto, infatti la seconda ottava risuona che “Orlando venne in furore e matto”, quasi come a voler appunto distinguere le due psico-patologie… poiché”è possibile essere furiosi senza essere matti, com’è possibile essere matti senza essere furiosi”. Solo al XXXIX Canto il paladino di Francia riprenderà il suo senno dal naso, con un profondo respiro!

Noemi Pierri, Pia Francesca Lambiase, Rosa De Luca e Alessia Carpentieri (IV E Scenografia)

Nella foto di testata Emma Grimaldi e Alberto Granese

furoLetteraio2

Alfonso Amendola

 

furoLetteraio3

Emma Grimaldi e Pasquale De Cristofaro

 

Posted in Area umanistica and tagged , , , .