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Visita al Centro di Produzione RAI di Napoli

Mercoledì 14 gennaio, le allieve e gli allievi della 5 G, audiovisivo e multimediale, accompagnati dalla dirigente Ester Andreola e dal prof. Vittorio Morrone, hanno visitato il Centro di produzione RAI di Napoli.
La visita, organizzata grazie alla disponibilità di Francesco Iannello (http://www.raiscuola.rai.it/…/gap-specia…/24915/default.aspx), regista di Rai cultura, è stata una vera e propria lezione, tenuta da Alessandro Passante, direttore di produzione della fiction “Un posto al sole”.

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Di seguito un resoconto dell’allieva Miriam Mancuso


Centro di produzione Rai di Napoli (Fonte: Wikipedia)

Il Centro di produzione Rai di Napoli nasce tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta, Viene inaugurato, alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani, il 7 marzo 1963.
Il centro è ubicato a via Guglielmo Marconi 9, nel quartiere di Fuorigrotta, in prossimità dello Stadio San Paolo.
La struttura dispone di tre studi televisivi per un totale di 1227 m². e capacità di 370 persone, utilizzati per le riprese di programmi e fiction e di un Auditorium, dal 1996 vi si registrano le puntate delle soap opera Un posto a sole in onda su Rai 3, oltre che che le serie televisive de La squadra e La nuova squadra.
Negli anni sessanta e settanta, da questi studi veniva trasmessa la storica trasmissione Senza Rete, che andava in onda dall’auditorium.
Al Centro RAI di Napoli è ospitato inoltre l’Archivio Storico della Canzone napoletana, inaugurato nel 2003 e che dal 2007 ha trasferito su cataloghi multimediali l’enorme archivio di incisioni musicali (più di 40.000) delle canzoni classiche napoletane.
Dal 2009 gli studi (auditorium compreso) hanno ricominciato ad ospitare molti programmi d’intrattenimento della Rai tra cui: TintoriaTi lascio una canzoneAttenti a quei dueMe lo dicono tutti!Non sparate sul pianistaItalia Coast2CoastMade in SudI grandi della musicaReazione a catenaAlle falde del KilimangiaroTorto o ragione? – Il verdetto finale. Oltre che il ciclo di commedie di Eduardo De Filippo dirette ed interpretate da Massimo Ranieri.
In precedenza vi sono stati girati, tra gli altri, i programmi: Cocco, l’edizione 1992-93 di Domenica inNapoli capitaleFurorePippo Chennedy ShowL’ottavo nano e Convescion .


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Alessandro Passante, direttore di produzione

Mercoledì 14 Gennaio 2015 ci siamo recati, insieme al professore Vittorio Morrone e alla preside Ester Andreola, alla sede Rai 3 di Fuorigrotta, a Napoli. Siamo partiti all’incirca alle ore 9:00 e siamo giunti a destinazione alle ore 10:00 circa. Appena arrivati abbiamo dovuto mostrare i documenti di riconoscimento al personale e successivamente abbiamo incontrato il direttore di produzione della fiction televisiva “Un posto al sole”, Alessandro Passante che ci ha accompagnati e ci ha seguiti in tutto il nostro percorso.
Insieme a quest’ultimo siamo andati sul set di “Un posto al sole”. Come spiegato dal direttore questa è una fiction che va avanti da 19 anni. In una settimana vengono prodotti 5 blocchi e ogni blocco comprende circa 85 scene di cui 25 scene in esterne e 60 negli studi interni. Per queste caratteristiche viene definita una produzione industriale e viene realizzata da molti professionisti, con diversi ruoli, tra cui più registi e più operatori che realizzano contemporaneamente questi 5 blocchi, con un tipo di lavorazione che può essere paragonata ad una catena di montaggio.
Le puntate vengono registrata circa un mese prima della messa in onda, rispettando i periodi dell’anno, in modo che la storia si svolga coerentemente con il mondo reale (le festività avranno una puntata dedicata e i costumi verranno scelti in base alla stagione che realmente tutti noi viviamo). Le puntate vengono scritte circa 4 mesi prima della produzione da un team di circa 10 writers con a capo un responsabile, denominato head writer, che scrive lo sviluppo della fiction nell’arco di un intero anno.

In seguito, Alessandro Passante, ci ha parlato delle figura del produttore creativo, che sovraintende a tutta la fase artistica, e del location manager che gestisce le location delle riprese esterne, scegliendo luoghi adatti, ma scegliendo quelli più accessibili, facilmente raggiungibili e poco distanti fra loro, questo per contenere i costi.
Dopo aver scelto le location viene fatto un sopralluogo dallo scenografo, per gli adattamenti ambientali, e dal direttore della fotografia, per la gestione dell’illuminazione e delle inquadrature. Le scelte fatte dallo scenografo e dal direttore della fotografia vengono comunicate al capo tecnico che procederà ad organizzare gli interventi necessari per le riprese.

Sul set di "Un posto al sole"

Sul set di “Un posto al sole”

Alessandro Passante ci ha poi spiegato che le riprese vengono realizzate in due modalità diverse:

  • per gli interni si usa una modalità televisiva, cioè l’azione, che si svolge in un determinato ambiente, viene ripresa contemporaneamente, da tre telecamere posizionate su un unico lato della scena, riproducendo una azione e una visione simile allo spettacolo teatrale;
  • per le riprese esterne, invece, si usa una modalità cinematografica, cioè l’azione viene inquadrata da più punti di vista, quindi con una maggiore varietà di campi e piani.

Oltre i due tipi di riprese video esistono anche due tipi di registrazione audio, panoramica e puntiforme. Per la registrazione audio si usa il boom, che è un microfono montato al capo di un braccio mantenuto da un operatore, oppure il radiomicrofono, che è un piccolo microfono inserito nei vestiti di ogni attore, più comodo da usare, ma che può provocare problemi tecnici.
Parlando dei personaggi, Alessandro Passante, ci ha detto che oltre i protagonisti, che sono sempre presenti nella storia, ci sono anche i Guest Host, personaggi che entrano nella storia per brevi periodi. Ogni volta che nella storia si inseriscono questo tipo di personaggi, vi è un aumento delle spese di produzione, anche per l’aggiunta di nuovi ambienti legati a questi personaggi.
Tra le tante figure che lavorano nella produzione di una fiction, vi è quella, particolare, del runner che si identifica come “l’ultimo arrivato”. Questa persona svolgerà i ruoli di contorno, come ad esempio accompagnare gli attori sul set, servizio bar, riportare gli oggetti dimenticati altrove ecc.
Durante questo incontro c’è stato anche un piccolo intervento del produttore creativo di “Un posto al sole”, Fabio Sabbioni, che ci ha spiegato il suo ruolo è quello di coordinare la regia, e cioè i dieci registi che si alternano nelle riprese, Ci ha inoltre spiegato come questo prodotto si evolve, stilisticamente, col passare degli anni.

Dopo questo intervento ci siamo recati al piano superiore dove abbiamo assistito alle riprese di una scena che andrà in onda fra circa un mese. Queste riprese, sono controllate nella sala regia, dove l’aiuto regista effettua un pre-montaggio in diretta, che poi verrà perfezionato con il montaggio finale.
Vedere dal vero i set e il momento delle riprese ci ha fatto capire quanto lavoro e quante persone siano impegnate nella realizzazione di una singola scena.
A questo punto abbiamo parlato con il direttore della fotografia Vincenzo Calo’ che ci ha spiegato qual è stato il suo percorso di lavoro per raggiungere il suo attuale ruolo.

Lo studio del TG regionale

Lo studio del TG regionale

Dopo ci siamo recati nello studio dove viene registrato il TG regionale, che viene trasmesso su rai 3. Sempre Alessandro Passante ci ha detto che quello stesso studio viene utilizzato per la realizzazione di diversi programmi.
Inoltre ci ha mostrato una parte dello studio con fondale per il chroma key e ci ha spiegato la sua evoluzione tecnica negli anni. Infine, ci ha portato a visitare la regia del TG che ha molte più “opzioni”, rispetto alla regia della fiction che abbiamo visto precedentemente, proprio perché il TG va in onda in diretta e quindi potrebbero esserci problemi improvvisi, che necessitano di un intervento immediato.
Dopo i saluti di rito, siamo ritornati a Salerno alle ore 14:00 circa, vogliosi di continuare questo percorso.

E’ stata una bella esperienza perché ci hanno fatto comprendere la vera “fatica” che c’è dietro ogni singola persona e che se si vuole fare davvero questo lavoro, oltre a frequentare un percorso di studi specifici, c’è bisogno di tanto impegno personale e tanta volontà di accumulare esperienze, per prepararsi e essere all’altezza di assumersi la responsabilità di un lavoro così impegnativo.

Miriam Mancuso
5 G Audiovisivo e Multimediale
Liceo Artistico Sabatini-Menna Salerno

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